CERETTO

I vini

CERETTO

"La terra, la terra, la terra, la terra e poi ancora la terra", scriveva Luigi Veronelli: questa è la stessa filosofia che la famiglia Ceretto ha sostenuto a partire dagli anni '60, quando Bruno e Marcello hanno affiancato il padre Riccardo nell'azienda fondata negli anni '30 ad Alba.
Selezionare le vigne nelle posizioni storicamente più valide era l'obiettivo dei due fratelli. Questa idea, derivata da un viaggio in Borgogna, avrebbe dato ragione alla famiglia Ceretto e portato le loro bottiglie nel gotha dell'enologia, rendendo il Barolo e il Barbaresco tra i vini più apprezzati al mondo. Una rivoluzione, all'epoca, per un territorio in cui il concetto di cru era totalmente sconosciuto, ma, soprattutto, una intuizione geniale. Una vera lotta, la loro, intrapresa col genitore, che le uve le comprava per poi vinificarle. "Incominciate un percorso difficile, la terra non ha mai creato ricchezze a nessuno" disse Riccardo, ma i testardi Bruno e Marcello non avevano dubbi "siamo per la terra al cento per cento, la cantina certo un poco conta, comunque i grandi vini si fanno con l'uva".
Iniziano quindi a sognare etichette che portino il nome del vigneto e su cui appaia anche la sua fotografia: "così chi beve quel vino ha sotto gli occhi la vigna da cui proviene. La vigna è storia, i nomi delle colline restano nel tempo, non mutano e questo rafforza la qualità e la credibilità dei vini qui prodotti. Una vigna la puoi cercare, visitare, toccare, sempre".